APS ASD DAL BUIO ALLA LUCE GIUSY ROSATO DICE DI NOI...

levrieri vestitti di blujpgDAL BUIO ALLA LUCE:

scorgere una “deliziosa chiarità d’argento” nel buio della notte ora piena del suo stupore

 

di Giusy Rosato

 

Il buio tetro, fosco, oscuro, da una parte, ed una fulgida improvvisa luce che lo squarcia, dall’altra: un candore che illumina un volto, una stoffa, un oggetto in penombra. Questa è la pittura di Caravaggio: il contrasto tra la luce e il buio e le sue opere la cifra di lettura dei chiaroscuri che caratterizzano le nostre vite.

Il buio e la luce, dunque: questi sono i due elementi chiave delle nostre irrequiete esistenze, proprio come se fossero le opere del grande maestro indiscusso della luce, che hanno il potere, ieri come oggi, di stupire, attirare, meravigliare.

Il contrasto tra luce e oscurità non crea, però, dissonanza, disarmonia, squilibrio. Tutt’altro: i due elementi si complementano, si accordano e si fondono tra loro, sì da creare l’unità dell’essere umano, magnifico nella dialettica tra grandezza e fragilità, forza e debolezza, potere e bisogno.

Tra luce e buio è il titolo di un romanzo fantasy dai risvolti autobiografici, con riferimenti reali di vita vissuta, di Paola Maria Bevilacqua, da cui trae ispirazione anche il nome dell’Associazione – “Dal buio alla luce” per l’appunto –, di cui la stessa scrittrice, giornalista, atleta, campionessa e tecnico nazionale è Presidente.

Paola Maria Bevilacqua sfugge, infatti, ad una definizione univoca, vista la molteplicità degli ambiti che l’hanno vista e la vedono tutt’ora protagonista. Innanzitutto, il mondo dello sport: campionessa di tennis tavolo da normodotata nella Nazionale F.I.Tet, per svariati anni ha rappresentato l’Italia nel mondo del tennistavolo. Dopo seri problemi di salute, a seguito di due gravi incidenti, si è rimessa in gioco con il comitato paralimpico, arrivando fino alla seconda posizione del ranking mondiale.

Oltre che atleta paralimpica, Paola è tecnico nazionale FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettivo Relazionale) e crede fermamente nella capacità riabilitativa, socializzante e inclusiva del tennistavolo.

Accanto allo sport, tuttavia, ha sempre coltivato anche un’altra passione: la scrittura, sia in prosa che in poesia. Un sottile Leitfaden unisce questi due poli: l’attenzione e il rispetto per l’altro, soprattutto se si tratta di un altro fragile, emarginato, “scartato” dalla società, escluso dal sistema, battendosi per la difesa, la tutela e la salvaguardia dei suoi diritti inviolabili in una società che vuole professarsi giusta, equa e civile.

Aiuto, umanità e solidarietà: una triade che connota l’operato di Paola Maria Bevilacqua, che sa coniugare, in un binomio inscindibile, proprio Sport e Cultura. Per lei, infatti, “Sport è Cultura” o “la Cultura dello Sport” non sono meri slogan. Al contrario, essi si traducono in realtà concrete e diventano veicolo di messaggi importanti, palestra di valori per la vita: l’integrazione e l’inclusione sociale, il rispetto della dignità della persona, travalicando barriere fisiche, mentali e culturali.

Paola è foriera di un nuovo umanesimo, quello che uno dei maggiori psichiatri italiani – Vittorino Andreoli – definisce come “l’umanesimo della fragilità”, dimostrandone tutto il potenziale, l’intrinseca ricchezza e l’enorme risorsa che rappresenta per i cosiddetti “normodotati”, che tanto da essa hanno da apprendere e imparare.

In questo nuovo umanesimo della fragilità, Paola si avvale di una parola-azione fondamentale, ossia la “cura”, nella sua polisemia: cura dell’Altro da sé, cura dell’Ambiente e della Natura – la nostra casa comune –, cura degli animali. Cura è espressione di amore, di civiltà, in nome di leggi di tutela per gli “ultimi della fila” e della rivendicazione di diritti per chi voce non ha nel nostro “civile Bel Paese”.

Per questo Paola ha sentito impellente l’esigenza di fondare un’Associazione, che potesse rappresentare un binario percorribile per il treno di tutti quei fragili – anziani, malati, segregati, emarginati, rifiutati, scartati – che spesso non trovano posto neanche nel vagone di terza classe di Daumier!

Un’Associazione che potesse anche configurarsi come porto sicuro, dove poter tornare, per anime smarrite, disorientate, spaesate. Insomma, un’Associazione che fosse “un Tutto per tanti”, avendo sempre come focus il “lavorare sull’umano”. Questa visione olistica costituisce l’essenza dell’Associazione stessa, che fa della multidisciplinarità il suo punto di forza nella realizzazione dei progetti posti in essere.

Facciamo ora un viaggio esplorativo all’interno dell’Associazione, per scandagliarne i dettagli.

Dal Buio alla Luce è un’Associazione nazionale di promozione sociale e sportiva dilettantistica senza fini di lucro, che promuove in Italia e all’estero un movimento che esalta l’esperienza associativa attraverso l’educazione, la maturazione umana, lo sport e l’impegno sociale, in una visione ispirata alla centralità della persona, senza considerare differenze di cultura, di religione, di etnia, di sesso, di partito e di confessione.

La sua mission è creare, promuovere, coordinare attività culturali, sportive, educative, pedagogiche e sociali, svolgendo processi di formazione, per la tutela dei diritti civili universali.

Accanto a ciò, si propone di attuare lo sviluppo e la gestione di iniziative dedicate alla tutela e all’inclusione, in particolare, dei giovani, dei profughi, di soggetti disabili, di bambini problematici, di soggetti fragili psicologicamente, di donne in difficoltà, di vittime di abusi di ogni tipo, di giovani bullizzati ed emarginati, di anziani in salute o malati.

Particolare attenzione viene riservata anche all’ecologia, all’ambiente e agli animali.

Quali strumenti utilizza per conseguire tali obiettivi?

In primo luogo, lo Sport, sviluppando attività dilettantistiche e paralimpiche specifiche quali: Atletica, Tennistavolo, Tennis, Pallavolo, Calcio, Calcio a cinque e Calcio a sette.

Quindi, la Scienza medica e la ricerca genetica, attraverso centri di ricerca e sviluppo all’interno delle sue progettazioni, e l’Arte in ogni sua forma: Poesia, Letteratura, Storia dell’Arte e Pittura.

Svolge tutte le attività che si riconoscono utili, attraverso lo studio e la creazione di nuovi strumenti di comunicazione, che favoriscano la diffusione e la conoscenza delle attività associative, nonché l’insegnamento a distanza.

Sviluppa il proprio compito istituzionale favorendo l’esperienza comunitaria rivolta alla maturazione della personalità, ai fini di promozione umana e di progresso civile.

“Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te”.

Quanto scriveva John Donne nella Meditazione XVII, contenuta in Devozioni per occasioni d’emergenza, racchiude delle verità universali, e Paola Maria Bevilacqua lo sa bene. Per questo, conferisce una notevole importanza alla collaborazione, considerandola un vero e proprio valore.

L’Associazione, infatti, crea sodalizi operativi con le famiglie e le strutture educative e sociali ed opera affinché la promozione umana e l’integrazione sociale siano riconosciute come diritti primari e vengano istituiti i servizi pubblici relativi. L’Associazione stimola, inoltre, lo sviluppo locale attraverso forme di cooperazione, di confronto, di aggregazione tra i soggetti economici, culturali, artistici, sportivi privati e pubblici. Si onora altresì della collaborazione degli Enti Locali, attraverso la stipula di apposite convenzioni e patrocini.

Lo scrittore statunitense Mark Twain, autore tra le altre opere di “Le avventure di Tom Sawyer”, affermava: “Tra vent’anni sarai più infastidito dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto. Perciò molla gli ormeggi, esci dal porto sicuro e lascia che il vento gonfi le tue vele.

Esplora. Sogna. Scopri”.

Esplorare, sognare, scoprire, progettare: è quello che fa Paola, insieme a tutti coloro che ha coinvolto in questa straordinaria avventura umana.

Tra i progetti, che costituiscono il fulcro dell’agire concreto dell’Associazione “Dal Buio alla Luce”, vi sono:

·         “Oratori in sport” : attraverso il tennistavolo, la pallavolo ed il calcio si vuole riempire gli oratori, ormai vuoti, quali centri di aggregazione sana e protetta;

·         “Tutto è cultura, arte e sport”: praticare l’inclusione sociale e creare contesti più sereni per il benessere psico-fisico delle persone attraverso lo sport, e non solo;

·         “Progetto SPGR (Sport - Psicologia - Genomica - Respirazione)”: connubio tra ricerca scientifica e analisi del contesto sociale, con il coinvolgimento di esperti, eccellenze e professionisti, a supporto e aiuto di disabili, giovani in difficoltà e Siblings;

·         “Villaggio etico con piantagione a Santo Domingo”: attraverso questo progetto, si vuole cercare di migliorare la qualità di vita di alcune famiglie prese a campione sul territorio, indigenti e senza fissa occupazione, offrendo loro una casa, garantendo il sostegno alimentare ogni giorno, offrendo un lavoro all’interno della piantagione creata ad hoc e anche insegnando a tutelare il paesaggio e le sue bio e geo diversità, nel rispetto del territorio. Inoltre, i materiali di costruzione del villaggio saranno, il più possibile, ad impatto ambientale zero, con l’impegno a seguire le linee guida abitative del posto, mantenendo colori e strutture adeguate alla storia e alla cultura locale;

·         “Testata giornalistica”: regolarmente registrata e finalizzata alla diffusione e alla conoscenza delle attività associative, nonché utile strumento per l’insegnamento a distanza;

·         “Premio letterario “Dal Buio alla Luce”: l’Associazione organizza il premio letterario Dal Buio alla Luce per scritti che promuovano valori etici e sociali.

 

Viene quasi naturale, a questo punto, riecheggiare Pirandello e il suo Ciàula, che scopre la luna!

“Curvo, quasi toccando con la fronte lo scalino che gli stava sopra, e su la cui lubricità la lumierina vacillante rifletteva appena un fioco lume sanguigno, egli veniva su, su, su, dal ventre della montagna, senza piacere, anzi pauroso della prossima liberazione. E non vedeva ancora la buca, che lassù lassù si apriva come un occhio chiaro, d’una deliziosa chiarità d’argento.

Restò – appena sbucato all’aperto – sbalordito. Il carico gli cadde dalle spalle. Sollevò un poco le braccia; aprì le mani nere in quella chiarità d’argento.

Grande, placida, come in un fresco, luminoso oceano di silenzio, gli stava di faccia la Luna. Sì, egli sapeva, sapeva che cos’era; ma come tante cose si sanno, a cui non si è dato mai importanza. E che poteva importare a Ciàula, che in cielo ci fosse la Luna?

Ora, ora soltanto, così sbucato, di notte, dal ventre della terra, egli la scopriva.

Estatico, cadde a sedere sul suo carico, davanti alla buca. Eccola, eccola là, eccola là, la Luna... C’era la Luna! la Luna!
E Ciàula si mise a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal gran conforto, dalla grande dolcezza che sentiva, nell’averla scoperta, là, mentr’ella saliva pel cielo, la Luna, col suo ampio velo di luce, ignara dei monti, dei piani, delle valli che rischiarava, ignara di lui, che pure per
lei non aveva più paura, né si sentiva più stanco, nella notte ora piena del suo stupore”.

Sbucare all’aperto dal ventre della terra e scoprire una deliziosa chiarità d’argento: la Luna!

Rimanere sbalorditi, stupirsi di fronte a quell’ampio velo di luce, nel fresco, luminoso oceano di silenzio: Ciàula non ha più paura! Quel buio illuminato lo accoglie, lo conforta, lo rassicura, lo riempie di stupore e meraviglia: anche il suo animo è rischiarato.

Ebbene, proprio questo percorso di risalita dalle viscere della montagna vuole offrire l’Associazione “Dal Buio alla Luce” a chi sceglie di aderirvi, perché i reietti-Ciàula possano avere meno paura di un mondo perlopiù ostile, che li esclude e li respinge, e possano sentirsi meno stanchi a combattere per la tutela e la difesa dei propri diritti.

Allora sì che potranno mettersi a piangere, senza saperlo, senza volerlo, dal gran conforto, dalla grande dolcezza che sentiranno nell’aver scoperto, all’interno del loro buio, “la loro Luna”: una realtà aperta alla ricchezza della diversità, attenta ai bisogni dell’altro, inclusiva, che pone realmente la persona al centro, valorizzando e rispettando la sua soggettività e individualità.

Solo così si potrà sperare di passare finalmente dalla globalizzazione dell’indifferenza alla cultura dell’accoglienza, con la ferma consapevolezza, come ci insegna Kahlil Gibran, che “diamo poca cosa se diamo le nostre ricchezze. È quando diamo noi stessi che diamo veramente”.

 

 

 

 

Per approfondire:

-         http://www.dalbuioallaluce.org/

-         https://youtu.be/dJB9DCOpZJY

-         https://youtu.be/x3dkUORFbFM

-         https://www.youtube.com/shorts/9HgXjCjVB6U?feature=share

-         https://www.lafeltrinelli.it/tra-luce-buio-libro-paola-maria-bevilacqua/e/9791259731623?inventoryId=9691682&queryId=3eabff9bf1024b201ab002709ee670ff

-         https://www.lafeltrinelli.it/lacrime-di-vita-libro-paola-maria-bevilacqua/e/9791280967213?inventoryId=16270903&queryId=3eabff9bf1024b201ab002709ee670ff

-         https://www.lafedelta.it/2022/09/25/a-trinita-si-presenta-la-felicita-non-e-per-sempre-di-paola-maria-bevilacqua/

-         https://bookshop.org/p/books/questa-di-marinella-e-la-canzone-paola-maria-bevilacqua/18739673